HPV-DNA Test

WHAT (Cos’è HPV-DNA test)
L’HPV-DNA test è un test diagnostico che consente di dimostrare la presenza dell’HPV sulla cervice uterina e nell’ambiente vaginale.

Attualmente esistono due metodiche per la determinazione della presenza del DNA virale sulla cervice uterina: L’Hybrid capture II (HCII) (Digene) e Amplicor Human Papilloma Virus (HPV) Test.
L’Hybrid capture II è un test di ibridazione in fase liquida che utilizza pool di sonde a RNA in grado di riconoscere e distinguere tra:

• HPV a basso rischio (6, 11, 42, 43, 44)
• HPV ad alto/moderato rischio (16, 18, 31, 33, 35, 39, 45, 51, 52, 56, 58, 59, 68).

In definitiva il sistema consente di dimostrare la presenza di uno dei genotipi elencati e di distinguere la positività per HPV a basso rischio o a rischio alto/moderato, ma non consente di identificare il singolo genotipo presente (Tipizzazzione del virus).

L’Amplicor Human Papilloma Virus (HPV) è un metodo qualitativo in PCR per la rivelazione dei 13 principali genotipi ad alto rischio del Papilloma Virus Umano (16, 18, 31, 33, 35, 39, 45, 51, 52, 56, 58, 59 e 68) in campioni cervicali per citologia liquida. Tale tecnica consente di identificare il DNA del singolo genotipo di HPV.

L’esecuzione del test è semplice, poco invasiva e ben tollerata dalle donne; essa prevede, come per il Pap-test, l’applicazione di speculum vaginale ed il prelievo di materiale cellulato in corrispondenza della cervice uterina con una spazzola cervicale. Quest’ultima viene poi posta in specifici contenitori analoghi a quelli impiegati per la citologia in fase liquida.

WHO and WHY (Chi dovrebbe fare il test e Perché)
Oltre il 97% dei carcinomi cervicali riconosce la presenza sulla cervice uterina di HPV ad alto rischio (HPV-HR), per questo motivo la negatività del test rassicura sulla assenza del virus nell’ambiente vaginale e quindi sulla assenza di patologia, in altre parole il test ha un elevato Valore Predittivo Negativo (NPV); quando eseguito in associazione alla citologia tradizionale esso raggiunge il 100%.
Due sono i casi in cui è opportuno eseguire il test ovvero un risultato diagnostico dubbio al Pap-Test, in questo caso un HPV-DNA test positivo o negativo ottimizza le scelte di gestione clinica; o nel follow up di pazienti sottoposte a trattamento escissionale per lesione presenoplastica della cervice uterina di grado moderato severo (CIN2-3).

La gestione del pap-test ASC-US e ASC-H è stata recentemente oggetto di un notevole interesse. La problematica emergente è quella relativa a quale deve essere, in questi casi, la più opportuna delle scelte di triage diagnostico.

Tradizionalmente le opzioni diagnostiche prevedono principalmente l’invio diretto alla colposcopia oppure, in alcune circostanze, la ripetizione dell’esame citologico.

Molte Linee Guida internazionali propongono l’esecuzione del HPV-DNA test in presenza di citologia ASCUS. É stato infatti dimostrato che la capacità (in termini di sensibilità e specificità) del test di identificare una CIN2-3 è elevata e superiore a quella della citologia in fase liquida. Il test risulta anche più sensibile ma non più specifico della colposcopia.

Il razionale circa l’utilizzo dell’HPV-DNA test come test di cura nel follow-up dei casi sottoposti a trattamento escissionale di lesioni di alto grado (CIN 2-3) per determinare il rischio di persistenza o di recidiva della CIN, è riconducibile all’evidenza che in assenza di HPV-DNA identificabile esiste un rischio quasi nullo di presenza di CIN 3. Questa ipotesi è stata pressoché completamente confermata dai risultati di numerosi studi pubblicati negli ultimi anni.